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GIORNATA NAZIONALE  DI INFORMAZIONE E PROMOZIONE DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA

›Siamo ormai molto vicini  alla sedicesima edizione della BIODOMENICA che si svolgerà nelle piazze italiane il 4 e il 11 Ottobre. Per AIAB è un appuntamento storico dedicato  ai prodotti dell’agricoltura biologica. Un’occasione importante d’incontro tra produttori, cittadini, associazioni, istituzioni, consumatori e coloro che hanno contribuito in tutti questi anni a rendere l’agricoltura biologica una realtà in crescita e in controtendenza rispetto alla crisi dei consumi alimentari , capace di attrarre ogni anno sempre più persone verso prodotti  più sicuri, di qualità, locali e sostenibili. Aiab mette quest’anno al centro della Biodomenica il tema della biodiversità e del beneficio sociale dell’agricoltura biologica.

Custodiamo Biodiversità

›Spighe di Triticum dicoccum, farroLa Biodomenica di quest’anno sarà strettamente legata alla promozione della biodiversità attraverso la custodia di semi di varietà antiche che ogni territorio può tutelare tramite lo sforzo congiunto di contadini e consumatori. Gli uni e gli altri chiamati a partecipare a un processo conservativo. Ogni AIAB regionale declinerà il tema sulla base della vocazione e peculiarità territoriale, attraverso attività specifiche che richiamino ai valori della cultura rurale, come i laboratori “officine del bio”.

›Per mangiare cibi piú sani, per adattare le colture al cambiamento climatico, per riportare il controllo dei semi nelle mani degli agricoltori e fondamentale: tutelare la biodiversità.

Ma  questa biodiversità delle realtà agricole è seriamente messa in crisi dalle politiche agricole dominanti e da un sistema normativo orientato verso un unico modello d’impresa industriale e di mercato.

Coltiviamo Integrazione

Migrante indiano lavora in un campo di pomodori

Migrante indiano lavora in un campo di pomodori

L’agricoltura italiana si sta popolando sempre più di lavoratori d’origine straniera. Immigrati di varie nazionalità sono impiegati nelle mansioni e nei settori più disparati, soprattutto in arboricoltura e in orticoltura, ma anche negli allevamenti e nel taglio dei boschi. È ragionevole pensare che essi costituiscano quasi il 20% della manodopera agricola rilevabile statisticamente, con un’alta percentuale di stagionali diminuita fino al 2005 e poi risalita (INEA, 2012). Si tratta di una concentrazione significativa, visto che gli stranieri presenti in Italia costituiscono circa il 7% della popolazione totale. Alcuni fanno parte più o meno stabilmente delle imprese agricole, fino a diventare imprenditori; altri spariscono nel nulla. Oggetto di sfruttamento e di razzismo, quando si ribellano rischiano di essere identificati e, se privi di documenti validi, espulsi. La loro presenza è per lo più invisibile, diventando di dominio pubblico solo in occasioni di emergenza sociale, come la rivolta di Rosarno del gennaio 2010. Come tutta l’agricoltura anche le aziende che praticano il metodo di agricoltura biologica si giovano della collaborazione di lavoratori stranieri.

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